• Occhio, vi tengo d’occhio!
    A cura di Silvio Foini
  • 15.6.14
    Sotto gli ignobili atti di corruzione che giornalmente accadano l’Italia affonda nella palude. 

    L’informazione ci ha abituato ormai al fatto che ogni nuovo benedetto giorno in cui apriamo gli occhi veniamo a sapere che, lestofanti ormai individuati ad ogni livello, remano contro il bene comune. Loschi intrighi politico-economici, insospettabili persone preposte alla vigilanza colluse con coloro contro i quali dovrebbero tenere alta la guardia, fiumi enormi di denaro appartenete alla collettività dirottati altrove riempiono le prime pagine dei giornali e dei vari telegiornali. E noi? Noi rimaniamo attoniti quasi facessimo fatica a crederci. All’uomo della strada tutto questo suona assurdo e inconcepibile. Gli viene chiesto di essere onesto, di pagare tasse ormai a valanga e sempre nuove che si sommano le une alle altre via via che qualcuno si arricchisce a dismisura e porta capitali all’estero o costruisce nuove mega ville magari in Sardegna in cui rifugiarsi dopo le “fatiche” fatte per derubare un popolo ormai allo stremo, un popolo che non ce la fa più!

    Si mettono in cantiere opere assurde e inutili: se non si va al mulino, non ci si infarina, recitava un antico ( mica poi tanto antico) adagio. Intanto la nostra Italietta ha toccato il fondo, si cerca di raschiare il fondo del barile rischiando anche di distruggerlo. Dopo sotto ci sarà solo il nulla. Dopo la gente per bene si stancherà e sarà la fine per davvero. Possibile che non lo si voglia capire? A tutto c’è un limite, anche morale, se volete, ma c’è un limite. Il presidente Grasso ha proposto di equiparare i reati di corruzione a quelli di mafia e di colpire i malversatori allo stesso modo, senza perdere tempo a fare nuove leggi. Proposta caduta nel vuoto. Chi rema contro? Chi vuol proteggere chi? Ci fu un tempo, neanche poi molto lontano, in cui gli abitanti del Belpaese andavano fieri di esservi nati e lo amarono a tal punto da arrivare a mettere in gioco le loro stesse vite per difenderlo ed ora, questi quattro loschi individui, quattro è un eufemismo naturalmente, lo stanno mettendo al sacco. Nei loro confronti, Attila fu un chierichetto!

    Non vedono costoro in che situazione sta messa la Patria? Non provano vergogna nel fare ciò che fanno mentre padri di famiglia non sanno più nemmeno come sfamare i propri figli? Ogni giorno vi è notizia di aziende medio grandi che falliscono o si delocalizzano. Lo Stato cosa fa? Niente, sta a guardare mentre sarebbe doveroso alleggerire il peso delle gabelle su chi lavora e dà lavoro. Inutile imporre altre tasse: se non si crea il lavoro prima di tutto, è finita per davvero. Lavoro si, ma di quello vero e utile, non quello che mette in moto le maledette tangenti che Mani Pulite pensava di aver debellato. Ora costano solo di più! Dove sono finiti i vari Di Pietro e compagnia? Nessuno si sente capace di raccogliere la loro preziosa eredità e di assestare, una volta per sempre, il colpo mortale a questo vergognoso andazzo?


    È presente 1 commento

    Anonimo ha detto...

    Difficile commentare una descrizione sì dettagliata e veritiera (purtroppo) e , altersì difficile non essere d'accordo . Caro Silvio ,solo gli onesti posseggono il sentimento della vergogna!! I soldi accecano , a volte anche le persone che sembrano per bene. Avremo toccato il fondo della disonestà e della corruzione? Speriamo ,lor signori sanno che non la faranno franca ,mi sembra che l'aria sia cambiata e sono certa che cambierà ancora , ho fiducia nelle nuove leve che hanno davvero voglia di cambiamento , certo non potrà venire in un mese ma verrà. E' quella cozzaglia che siede sugli scranni più alti che devono lasciare il posto a chi ha voglia di cambiare!!!!...sono loro che frenano le buone proposte ....

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