• Occhio, vi tengo d’occhio!
    A cura di Silvio Foini
  • 7.4.14
    Curiosa storia di ordinaria follia a Livorno 

    Si dice che il mondo è bello perché è vario: sarebbe meglio, nel caso specifico, suggerire che il mondo è avariato. Un giovane uomo, trent’anni, protagonista di questa assurda vicenda, ha tentato per la seconda volta di evirarsi. Al primo tentativo era stato salvato dal tempestivo intervento dei medici, oggi invece ci ha riprovato ma ha aggiunto una variante: tagliatosi l’arnese lo ha gettato oltre il muro di un parcheggio. Forse per rendere più eccitante la bravata? Non è dato saperlo. Di solito si getta metaforicamente il cuore oltre l’ostacolo per essere poi costretti a correre al recupero per non morire, metafora per dire che ci si dà il coraggio a tutti i costi. Il giovanotto, premunitosi di bende e ghiaccio prima dello sconsiderato gesto, ha poi chiamato i soccorsi prontamente giunti che lo hanno trasportato all’ospedale ove è stato operato d’urgenza. Non sappiamo se l’arnese volato oltre il muro sia stato ritrovato e ricollocato al proprio posto o malauguratamente mangiato da un gatto di passaggio. Certamente se il protagonista ha ripetuto il gestaccio dev’essere in aperto contrasto con la propria natura mascolina oppure l’avrà fatto magari per fare un dispetto alla moglie o chi per essa. Fate voi.

    Sono presenti 3 commenti

    Anonimo ha detto...

    Chissà , magari era troppo ingombrante o..non serviva più!!! Mi piacerebbe davvero conoscere le motivazioni di un gesto così assurdo e incomprensibile a persone normali!..

    Anonimo ha detto...

    Matto da legare!

    Anonimo ha detto...

    Sono arrivato a questo articolo casualmente.

    Non sono solito leggere le news su questo sito, però credo che le notizie debbano essere TASSATIVAMENTE date, senza colorirle di considerazioni personali.

    Più che di un "arnese" stiamo parlando di un organo; la sensibilità di chi scrive è immersa in un pozzo artesiano! Ipotizzare, poi, l'intervento di un gatto ed un possibile "dispetto alla moglie", mi sembrano considerazioni veramente inadeguate e di PURA e INUTILE FANTASIA!

    E meno male che "La Perfetta Letizia" è di ispirazione cattolica!
    Se no, cos'altro avremmo potuto leggere?

    La libertà di parola è un bene PREZIOSO, ma sprecarla così è proprio un peccato!

    Mariano MICHELINI.

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