• Occhio, vi tengo d’occhio!
    A cura di Silvio Foini
  • 14.10.13
    Vergognose violenze contro ospiti indifesi

    Venerdì scorso, 11 ottobre, davanti al giudice dott.ssa Russo del Tribunale penale di Imperia si è celebrata la prima udienza del processo a carico degli ex dipendenti della Casa di riposo Borea di Sanremo. Si contesta agli imputati essenzialmente il reato di maltrattamenti verso gli anziani e indifesi ospiti della struttura. Gravissima l’accusa, che tocca alcuni degli ex dipendenti dell'istituto: devono infatti rispondere di questa tristissima vicenda ben sette persone, e precisamente Elzbieta Ribakowska, Cristina Ciobanu, Assunta Mecca, Ihor Telpo, Silvano Fagian, Daniele Antonio Raschellà e anche Rosalba Nasi, allora presidente della casa di riposo, che non partecipò direttamente ai maltrattamenti ma sarebbe stata a conoscenza dei fatti e non li avrebbe denunciati. Infine, coinvolto anche Arias Ponce di 33 anni, con l’infamante accusa di violenza sessuale ai danni di alcuni ospiti.

    I maltrattamenti e gli abusi sono stati registrati da telecamere occultate e da intercettazioni ambientali da parte della Guardia di Finanza di Sanremo. Anna Vittori, segretario regionale dell’Associazione cittadinanzattiva Liguria onlus, spiega di come “le indagini sono state molto puntuali e consistite anche in intercettazioni ambientali, perciò il Tribunale per i diritti del malato ha ritenuto opportuno costituirsi parte civile poiché rientra nel suo ambito di attività la tutela dei diritti dei pazienti e l’umanizzazione delle cure, secondo i principi del proprio statuto”.

    Era il 18 gennaio quando le fiamme gialle eseguirono le ordinanze di custodia cautelare al culmine di quella che venne chiamata come Operazione Acheronte, al termine di una corposa indagine che vide impegnate il PM Maria Paola Marrali e l'allora capitano della guardia di finanza Arianna Rovetto.

    A monte di questi fatti vergognosi che ripetutamente balzano alla cronaca, purtroppo si evidenzia, come mostrato inequivocabilmente dalle crude immagini delle telecamere nascoste, un’insofferenza del personale verso coloro che andrebbero accuditi con la massima disponibilità in quanto persone ormai indifese e afflitte dalle patologie tipiche della vecchiaia e della mente. Le strutture deputate a quest’assistenza dovrebbero porre la massima attenzione al personale che assumono e che destinano ad un lavoro così particolare e difficile: dovrebbero saper valutare il grado di umanità e le predisposizioni personali alla mansione che andranno a svolgere, dato che richiede un altissimo senso di coscienza più che di scienza.
    Diventano necessarie telecamere da installare in ogni istituto a salvaguardia dei sofferenti: sono troppe le inconcepibili violenze su poveri esseri quasi sempre non in grado di parlare. Spesso coloro che dovrebbero assisterli sono persone che provengono da altri paesi, con una preparazione aleatoria e non specifica, in cerca solo di un lavoro. Il dito va quindi puntato contro le strutture che assumono queste persone, anche se spesso in Italia mancano figure professionali adatte all’assistenza.


    Sono presenti 4 commenti

    Anonimo ha detto...

    Queste personacce sono degne dei lagher nazisti. Mettete i controlli: nn solo qui fanno certe cose. Mia nonna é stata trattata così. Denunciate sempre.
    Paola.

    Anonimo ha detto...

    Ringraziamo il Signore che ci faccia morire in casa nostra e non in mano a certa gente. Vergognosi!
    Pippo

    Anonimo ha detto...

    E' triste leggere queste notizie , gli esseri più indifesi sono purtroppo oggetto di soprusi che ledono la dignità umana . Ogni persona ha diritto di lavorare , ma ha il dovere di scegliere il lavoro più consono alle proprie attitudini , Tuttavia il compito più rilevante spetta a chi assume . Per qualche contributo in meno , quanta sofferenza in più !! Serve più umanità da parte di tutti.

    Anonimo ha detto...

    Certamente ha ragione il commento precedente ma il denaro da risparmiare sembra avere più importanza dell'essere umano. Fin che il mondo andrà così, queste cose seguiteranno a capitare.
    Giacinto

    Inserisci un commento



    ___________________________________________________________________________________________
    Testata giornalistica iscritta al n. 5/11 del Registro della Stampa del Tribunale di Pisa
    Proprietario ed Editore: Fabio Gioffrè
    Sede della Direzione: via Socci 15, Pisa