• Occhio, vi tengo d’occhio!
    A cura di Silvio Foini
  • 24.10.13
    Il debito oltrepassa il 133%

    Tanto tuonò che piovve, si potrebbe dire all’infausto annuncio. Del resto, la situazione italiana ondeggia da tempo in un mare infinito di tempeste incontrollabili. Prima di noi solo la Grecia con il 169%, conferma Eurostat. Il pozzo sembra essere senza fondo ed il buco paurosamente si allarga. A tentare di porre rimedio è stato chiamato Carlo Cottarelli, un commissario che al fondo monetario internazionale ricopriva l’incarico di direttore della finanza pubblica e che entro il 13 novembre presenterà il suo piano operativo. Altro illustre dottore al capezzale di questo paese ormai al tracollo in ogni settore. Il debito pubblico italiano è e rimane in continua ascesa tanto che ci ha portato all’uscita “economica” dal G8 (anche se ci rimarremo politicamente): ormai siamo al nono posto doppiati da Cina, Brasile e la Russia e fra un decennio, rimanendo tale il PIL, scivoleremo oltre il decimo posto a favore di Canada e India.

    Del resto, quando velleitariamente si dimezzano le risorse monetarie di un paese a beneficio di una moneta unica europea sempre traballante, le conseguenze sono queste. Ci siamo trovati, dovendo ringraziare il buon Prodi, ad avere in tasca esattamente la metà dei nostri sudati averi: ovviamente si sono dimezzati i consumi interni. Inutile strillare: l’Italia non era pronta al passo, e i cittadini dovettero pure pagare per aver l’accesso all’euro! Tutto il resto son storielle ad hoc per giustificare il gravissimo errore di quel governo che sbandierava la vittoria di Pirro. E ce ne siamo accorti.

    Poi ci fu la splendida pensata della rottamazione: idea non male in se stessa ma applicata beceramente. Invece di far arrivare nel Belpaese tramvate di Mercedes, Audi e compagnia cantando, la rottamazione andava riversata su autovetture di casa nostra e la Fiat non si sarebbe trovata ad essere così come si presenta oggi con tutte le conseguenze del caso. Ah, benedetti economisti che non sanno fare nemmeno i conti della serva!

    Ma tant’è! Oggi assistiamo al declino di una nazione che i nostri vecchi ci consegnarono con i migliori auspici. La politica ormai non esiste più. Da quando medici, imprenditori e cantanti sanno di politica? Ad ognuno il proprio mestiere!

    Sono presenti 4 commenti

    Anonimo ha detto...

    Finalmente qualcuno parla come si deve e siamo ormai milioni a pensarla così. Se ne rendano conto quei signori del palazzo.
    Luigi

    Anonimo ha detto...

    Cosa é servita la manovra di Letta? Non sapete che adesso, anche l'aspirinetta, noto farmaco salvavita la fanno pagare mentre era stata sempre gratis? Di bene in meglio, signori miei. Sperano di farci crepare tutti come manovra finale! Vergognatevi!
    Alicia

    Anonimo ha detto...

    La colpa è anche nostra,italiani che parlano parlano e nulla fanno.
    Siamo bravi a muoverci in 10 milioni per una squadra di calcio ma non spendiamo un solo grammo di energia per fatti che riguardano la nostra sopravvivenza,quella dei nostri figli e dei figli dei nostri figli.

    Anonimo ha detto...

    Quando la corda si tira troppo, si spezza. Poi si creano i disordini. Avanti così e ne vedremo della belle. Speriamo facciano presto a capirlo. La nazione é allo stremo. Troppi guadagnano troppo e gli altri non ce la fanno più.
    Paride

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