• Occhio, vi tengo d’occhio!
    A cura di Silvio Foini
  • 1.7.13
    Esistono norme precise di tutela ma nessuno se ne cura

    Non ci siamo proprio! Ottenere un riconoscimento di invalidità civile è come muoversi in una giungla, tra benefici che pur sono previsti dalla legge ma che sono spesso negati e visite di controllo su pazienti già giudicati irreversibili e che quindi, purtroppo per loro, non avranno mai miglioramenti. Vi sono segnalazioni in aumento di malati già molto provati che si vedono sopraffatti da una triste burocrazia che rende ancor più infelice il loro stato. Eppure le nuove procedure introdotte nel gennaio 2010 dovevano semplificare la vita ai cittadini, garantendo tempi più veloci e maggiore trasparenza. E invece inoltrare una domanda per essere riconosciuti invalidi civili, domanda che dal gennaio 2010 va inoltrata telematicamente, incontra ancora percorsi avversi e ritardi: non avrebbe questa procedura dovuto snellire l’iter burocratico?

    Nossignore! Occorre ancora rivolgersi ad un patronato o CAF per ricevere aiuti e consulenze. Non paliamo poi dei lunghi tempi di attesa per la convocazione alla visita di accertamento della patologia: minimo ci vogliono otto mesi! Questo per malattie riconosciute e note, ma se si parla di malattie rare la faccenda si complica ulteriormente: sono rari gli specialisti in questo settore e quindi la visita spesso non viene fatta e si concede un beneficio fiscale ed economico non adeguato alla patologia.

    Ma che volete farci? Siamo in un paese dove solo i più furbi riescono a raggirare l’INPS e ad ottenere benefici non dovuti: le cronache son colme di scoperte di falsi ciechi, gente che ha ormai un piede nella fossa ma che poi miracolosamente ci vede e, sempre miracolosamente, torna in uno stato di salute invidiabile. Miracoli dei soldini dell’INPS o di qualche sconosciuto santo che sta ben celato nei meandri burocratici statali e da lì decide chi merita e chi invece no? Manchiamo di serietà lavorativa e di onestà intellettuale cari miei!

    Mi è capitato, tempo fa, di recarmi all’INPS della mia zona e, credetemi, ho visto di tutto meno che lavoratori solerti. Scocciati se poni una domanda di troppo, abbigliati con tuta firmata e comode ciabatte. Non saranno tutti così, voglio sperare, altrimenti saprei con esattezza di chi sia la colpa di tutto: non tanto della burocrazia quanto dei burocrati lazzaroni. E noi ne facciamo le spese!

    Sono presenti 5 commenti

    Anonimo ha detto...

    Manca la volontà di fare bene. Chi dovrebbe governare dovrebbe intervenire con i fatti.
    Lino

    Anonimo ha detto...

    Ogni provincia dovrebbe assumere nei pubblici uffici gente di zona e non gente fatta venire da chissà dove!

    Anonimo ha detto...

    Come al solito non sono le norme che non funzionano , ma i "funzionari" , manca la coscienza nelle persone , una coscienza che si risveglia per andare in piazza a reclamare diritti!!! diritti loro , quando si tratta dei nostri...si continua a lavorare in tuta e ciabatte. Merj

    Anonimo ha detto...

    Per me hanno ordine di rallentare tutto. Visto che c'é la crisi meno si danno soldi meglio è. Che bello stato!
    Yuri

    Anonimo ha detto...

    Però i soldini per i migranti ci sono sempre, vero? Aiutiamo i nostri a casa nostra!

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