• Occhio, vi tengo d’occhio!
    A cura di Silvio Foini
  • 6.3.13
    Dopo la bufera sulla Findus, ecco quella sulla Star

    Etichettare cavalli per manzi sembra decisamente essere diventata una moda. O ci prendono tutti per asini, tanto per restare in tema di quadrupedi, o ci prendono per babbei che si pappano tutto quello che c’è nel piatto. Ma sì, della serie “magnamose de tutto, basta magna’!”. Solo che noi non siamo di questa risma. Noi vogliamo sapere di cosa ci nutriamo. Siamo allo sbando sì, ma non ancora a questo punto, anche se, avanti così, presto mangeremo con gioia famelica anche le scatolette del “Kit e Kat” che, a sentire i gatti, pare siano d’un buono… Qualche furbacchione di fornitore ha cercato di rovinare l’immagine anche della Star, ditta eccellente fin dai miei ricordi infantili, ma evidentemente non ci è riuscito. Cosa ci ha guadagnato l’azienda francese fornitrice della carne con cui la nostra azienda preparava poi il ragù? Nulla se non un bel vaffa... alla Grillo e l’interruzione dei rapporti commerciali. I francesi avevano assicurato che la carne fosse bovina, ma successivamente qualche palato fine ha svelato il contrario. Che figura i francesi!

    E questa sarebbe l’Europa? Noi siamo costretti, come dei mentecatti, ad abbattere magnifici bovini per via delle assurde quote latte e poi ad importare la carne dall’estero, perché sai, i mercati bla bla bla... Ma quali mercati? Quelli delle vacche, in senso metaforico ovviamente.

    Non parliamo poi d’altri tipi di interscambio: per esempio il riso. Ne abbiamo a marcire a tonnellate nei silos del novarese e del vercellese poiché dobbiamo importarlo dalla Cina e le nostre riserie chiudono! Ci pensate? Forse non avete idea di cosa sia il nostro riso: più bello, sano il doppio. La riprova? Quando una domenica non sapete dove andare a sbattere, fatevi un giro nelle zone produttive su indicate e “accattateve” un chilo di riso. Tornate a casa e preparatevi un risottino come piace a voi. Poi mi dite, ok?

    Comunque la Star, per tornare a bomba, ha deciso "in via preventiva e cautelativa" di ritirare presso i propri clienti i lotti di produzione per cui è stata utilizzata materia prima sotto indagine del fornitore francese "pur in assenza di evidenze analitiche". L'azienda infine ha deciso di richiedere l'analisi del Dna su tutte le carni ricevute da fornitori terzi.

    Ma diamine, noi siamo il paese della grande cucina: non potremmo prepararceli da soli questi gustosi piatti? Non potremmo salvaguardare le nostre aziende serissime che da anni si occupano dell’alimentazione da questi infinocchiamenti europei. Quale Europa? Anche qui quella dei furbi?

    Sono presenti 5 commenti

    Federica ha detto...

    Ma infatti! Abbiamo mille ricchezze ma, esterofili come siamo, andiamo a cercare il meglio altrove, senza curarci della loro qualità. Siamo il popolo che vede il giardinetto di casa come un deserto, quando invece è un fertile orto, e ammira l'erbetta secca del vicino - lo straniero - come se fosse un prato verde inglese. Dobbiamo riappropriarci della nostra produzione e delle nostre qualità. Fino a qualche secolo fa, eravamo la culla dell'arte, della gastronomia, della moda. Adesso? Siamo una discarica per prodotti di seconda scelta! Grazie, cari Politici. Grazie.

    Anonimo ha detto...

    Ha ragione da vendere l'articolista. Cosa ce ne facciamo di questa Europa? Ci mandano schifezze spacciandole per buone e dobbiamo pure chinare il capo. Ma basta una volte per tutte!Non siamo asini ma primi in tutte le scienze. Giusto fare come la Star e vaffa... a tutti quanti. Blocchiamo le importazioni di m...a e mangiamo italiano. Per il riso infatti, il nostro é il migliore ma mangiamo quello degli altri in nome del mercato. Mi pare insensato seguitare così.
    Ma forse ora qualcosa si é mosso anche se a molti benestanti fa paura.

    Anonimo ha detto...

    Purtroppo siamo un popolo di asini! Mi spiace ma così siamo considerati all'estero.
    I soliti italiani.

    Anonimo ha detto...

    Un mio amico ha sbagliato ed ha mangiato una confezione di cibo da gatti. Ha detto che é migliore del tonno.
    Farà così male la carne di cavallo o sono tutte cretinate?

    Anonimo ha detto...

    Dicono che in tempo di guerra la gente mangiava anche i topi e i gatti.
    Adesso non ci sono più ne topi ne gatti.
    Andrea

    Inserisci un commento



    ___________________________________________________________________________________________
    Testata giornalistica iscritta al n. 5/11 del Registro della Stampa del Tribunale di Pisa
    Proprietario ed Editore: Fabio Gioffrè
    Sede della Direzione: via Socci 15, Pisa