• Occhio, vi tengo d’occhio!
    A cura di Silvio Foini
  • 4.1.13
    Sconcertante vicenda nel trevigiano: falsi pass per invalidi. Due professionisti indagati.

    Neanche ad andare a cercarle col classico lanternino certe notizie ti saltano agli occhi, dimostrando quanta inciviltà serpeggi nel bel Paese e come i protagonisti non siano dei poveri imbecilli ma piuttosto dei laureati, che in più si trovano ad operare in strutture pubbliche, quali per esempio le ASL. Lascia sbigottiti che una dottoressa della ASL a San Vito di Cadore, nel trevigiano, usasse tranquillamente e da anni un pass falso per invalidi. Davanti alla contestazione del vigile urbano l’esimia laureata cadeva dalle nuvole: “Cosa c’è di male? Sono anni che l’utilizzo!”. Un altro furbacchione, questa volta un dottore commercialista, sempre della stessa zona, si serviva di un altro pass invalidi sempre ovviamente contraffatto.

    Oddio, che i due signori denunciati alla Procura della Repubblica di Belluno forse invalidi lo fossero veramente, ma di cervello e senso civico, lo si potrebbe credere! Comunque ora i due dott. rischiano il carcere, sino a tre annetti cadauno. Valeva la pena?

    In Italia un invalido civile si vede spesso occupato il posto auto da qualcuno che poi risale in macchina sgambettando e andandosene tranquillamente, facendo montare la rabbia e la delusione. Questa è mala società, e della peggior specie. In alcune zone di Como, per esempio, sotto il cartello stradale che indica il posto per invalidi appare una scritta che recita: “Ti sei preso il mio posto? Se non ne hai diritto prenditi anche il mio handicap!”. Forse qualcuno ci rifletterà un po’ di più e girerà le ruote da un’altra parte…

    Sono presenti 4 commenti

    Anonimo ha detto...

    Molto ben scritto.
    La civiltà non la si insegna a scuola ma in famiglia. Il menefreghismo porta q queste conseguenze e non cé rispetto per niente e per nessuno.

    Anonimo ha detto...

    Il rispetto va imposto a suon di stangate!

    Anonimo ha detto...

    I protagonisti di questa ennesima dimostrazione di inciviltà meritano il disprezzo di tutte le persone civili e in particolar mondo di coloro che in prima persona si sono sentiti defraudati ( e spesso insultati) di un loro diritto. Dritti in carcere a riflettere e poi mai più al servizio dei cittadini.

    Anonimo ha detto...

    Ben detto. Siano puniti con severità! Che razza di paese é mai il nostro? All'estero non ci provano nemmeno. Questione di mentalità e civile convivenza.

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